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ML'Area Avifaunistica è
caratterizzata dalla sala didattica, dal sentiero
naturalistico del Mont Cjavac e da quello del Colle di S.
Daniele, dalle voliere di recupero e ambientamento per
l'avifauna inabile e dall'ambulatorio veterinario.Il sentiero del Mont Cjavac è attrezzato con adeguata segnaletica ed è descritto nei particolari su una guida. Il sentiero del Colle di S. Daniele è destinato soprattutto alle scolaresche. Meno lungo del primo, presenta testimonianze naturali, silvopastorali e architettoniche locali molto significative. MLe voliere si distinguono in due costruzioni, una è costituita da quattro gabbie che ospitano Falconiformi irrecuperabili ; un'altra è costituita da una sola gabbia, molto grande, al cui interno vengono introdotti gli uccelli guariti che, prima di essere liberati, necessitano di ambientarsi e di esercitarsi. MLa liberazione di uccelli recuperati è un momento molto emozionante, in genere si effettua pubblicamente, dai pressi delle voliere o da altri luoghi. L'ambulatorio veterinario è dislocato al piano terra dell'edificio municipale, si utilizza quando è necessario operare e medicare uccelli o altri animali feriti raccolti nel Parco. MIndicazioni sull'Area Avifaunistica si possono trovare nella Guida del Sentiero Naturalistico del Mont Cjavac. MLa mattina del 30 settembre 1994 un
gruppo scolastico in visita d'istruzione al Parco scopre
casualmente le prime impronte fossili di Dinosauro
teropode del Parco, impresse su di un masso di Dolomia
Principale, una formazione rocciosa depositatasi nel
triassico superiore, più di duecento milioni di anni fa.MLe impronte di Dinosauri nella Dolomia Principale delle Dolomiti aprono una tematica di grande interesse, in quanto queste scoperte dimostrano in modo inequivocabile che nella penisola italiana la presenza di tali forme di vita fu tutt'altro che occasionale come sempre ritenuto. MQuesta prima scoperta ha stimolato ulteriori ricerche nel territorio del Parco, ed altre conferme non hanno tardato a venire. MLe impronte di Casera Casavento (osservabili su un masso nel vicino torrente chiamato Ciol de Ciasavent) rimangono comunque le più visitate ed apprezzate. MIl percorso è in fase di allestimento (segnaletica e pannelli informativi) per raggiungere più facilmente il sito di Casera Casavento-Ciol de Ciasavent. MPresso i Centri visite, gli Uffici informazione e presso i locali del Paese di Claut sono a disposizione dei pieghevoli-guida utili per una più facile individuazione del sito. MA cavallo tra gli anni cinquanta e
sessanta, a poche centinaia di metri a monte della
confluenza con il Fiume Piave, il Torrente Vajont fu
sbarrato, a scopi idroelettrici, da una diga. Tale
impianto non entrò mai ufficialmente in funzione perché
una gigantesca frana colmò parzialmente il serbatoio
provocando una terribile ondata: i paesi lungo il lago,
Longarone ed altri abitati vennero rasi al suolo con un
tragico bilancio di oltre 2.000 vittime.MLa Frana del Vajont non è che il più recente e tragico capitolo della più recente vita di una montagna, durante la quale le rocce si formarono, vennero sollevate e quindi erose. ML'intervento dell'uomo, con la costruzione della Diga, in una valle già di per se' geologicamente instabile favorì il distacco, la sera del 9 ottobre 1963, della gigantesca frana (270 milioni di metri cubi), la quale precipitò dal Monte Toc ad elevata velocità sul lago parzialmente riempito. MLa Diga ad arco, alta 265 metri, era nel suo genere la più alta del mondo: resistette all'inaudita forza distruttiva della Frana e dell'Onda. MLa Valle del Vajont, con i paesi di Erto e Casso abbarbicati su ripidi pendii, appare ancora fortemente segnata dall'evento, che effettivamente ebbe inizio ancor prima della tragica notte, quando l'innalzamento dell'invaso determinò la perdita delle poche e povere risorse che disponevano gli abitanti nel fondovalle. MPresso il Centro visite di Erto è possibile visitare la Mostra "La Catastrofe del Vajont", vero e proprio centro documentativo che descrive in tutte le fasi il fenomeno. MPresso la Diga vi è un Ufficio informazioni stagionale. MSi tratta di un'importante
dislocazione tettonica (piega-faglia) che attraversa da
Est a Ovest tutto il Friuli e possiede un piano di
scivolamento che determina il sovrascorrimento della
Dolomia Principale mettendo a contatto rocce appartenenti
ad età e livelli diversi.ML'attrito determinato dallo scorrimento dà luogo ad un'intensa fratturazione che appare come un ammasso di detrito incoerente, nel quale sono rinvenibili superfici lisce e riflettenti denominate liscioni di faglia. MA distanza la Faglia è individuabile in quanto appare come una fascia di materiale roccioso portato a nudo, sovrastante i prati dell'abitato di Andreis e sottostante le ripide boscaglie del Monte Raut. MIndicazioni per l'osservazione della Faglia si possono trovare nella Guida del Sentiero Naturalistico del Mont Cjavac. MIl Campanile di Val Montanaia si
trova nell'omonima valle, nel comprensorio dell'alta Val
Cimoliana.ME' una guglia di bellezza spettacolare e selvaggia, alta 300 metri e con una base di 60 metri; si staglia contro il cielo al centro della valle, in una posizione considerata unica al mondo. ME' frutto dell'erosione alpina, in particolare quella attuata dai grandi ghiacciai che ricoprivano e conferivano la forma attuale alle vallate principali. MAlpinisticamente è conosciuto ovunque; è stato scalato la prima volta nel 1902 con un'arrampicata arditissima, rischiosa ed esposta. Ora la salita è resa più sicura grazie a materiali, tecniche e preparazioni specifiche collaudate, ma non è assolutamente da sottovalutare. MIl percorso più agevole per avvicinarsi ad ammirare il "Campanile" è la Val Cimoliana. |
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MAi visitatori è consigliato seguire la sentieristica primaria del Parco, richiedendo preventivamente informazioni e materiale specifico (opuscoli, schede sentieri) in loco (Centri Visite, Uffici informazioni) o alla Sede (Tel. 042787333). ME' consigliato inoltre dotarsi di cartine per escursionisti (Ed. Tabacco di Udine, nn. 02, 012, 021, 028) e di equipaggiamento adatto all'escursionismo in montagna. Le indicazioni sommarie degli itinerari qui descritti si riferiscono a condizioni ambientali riscontrabili tra la tarda primavera ed il tardo autunno. |
Questo itinerario, che si addentra nel gruppo del Pramaggiore (Pramaór), offre la più suggestiva finestra sulle cime dolomitiche degli Spalti di Toro e dei Monfalconi, gioielli incastonati nella splendida Val Cimoliana (Thimoliana). |
L' ambiente che questa escursione ci porta a scoprire è compreso nella principale area di collegamento tra la vallata dell'alto Tagliamento e quella dell'alta Valcellina. Il percorso risale la Val Poschiadea, sensibilmente soggetta ad attività erosiva ma allo stesso tempo ben difesa dalla presenza di una consistente copertura forestale. |
E' un percorso che collega in maniera ideale l'imbocco della suggestiva Val Zemola all'abitato di Casso. Si tratta di un sentiero dove un tempo veniva trasportato a spalla il carbone vegetale dei boschi della Val. |
Questo percorso circolare offre un importante e suggestivo spunto sulle peculiarità geologiche che caratterizzano il territorio del Parco, raggiungendo nella zona di Andreis il più alto grado di spettacolarità. In questa zona del Parco è infatti particolarmente evidente il fenomeno geologico noto come sovrascorrimento periadriatico. |
E' il percorso più suggestivo del Parco nel versante Fornese; noto come Truoi dai Sclops (Sentiero delle Genzianelle) è importante per le particolarità botaniche che vi si incontrano nei vari ambienti tipici delle dolomiti, tra boscaglie di pino mugo, ghiaioni, pascoli e praterie alpine. |
Questi due itinerari, abbinabili, si inseriscono tra i Sentieri Natura del Parco alla portata di tutti. Dopo avere attraversato la vecchia borgata di Massurie, al Col dei Piais sale un comodo sentiero con pendenza sempre moderata, mentre tra i verdi prati dell'Arthith un altro itinerario suggerisce il rientro attraverso una rilassante e breve passeggiata. |
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MLe Aree di Sosta attrezzate ed i Parcheggi segnalati, assieme ai rifugi gestiti, forniscono un servizio turistico estivo di fondovalle essenziale e proporzionato, mentre in quota alcune Casere (ex malghe) ristrutturate garantiscono un sufficiente punto di appoggio per l'estesa rete sentieristica segnalata.
Per altre escursioni e per ascensioni alpinistiche, il Servizio Visite Guidate del Parco consiglia di rivolgersi ad accompagnatori abilitati (Guide Alpine e Guide Naturalistiche), preferibilmente operanti nell'ambito del territorio. |
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MLe manifestazioni più significative ed attinenti con le realtà locali strettamente legate al territorio inteso come aspetti naturalistici e culturali sono: Attivo nel periodo di maggiore flusso turistico o su prenotazione, il Museo Casa Clautana illustra, attraverso una fedele rappresentazione della casa tipica e seguendo la "ruota della vita" della donna della valcellina, la vita delle popolazioni locali. Nel periodo estivo organizza inoltre mostre temporanee. Tel. 0427-878113 878195 Attivo nel periodo di maggiore flusso turistico o su prenotazione, il Museo di Andreis illustra vita e lavori caratteristici del mondo contadino della montagna nei secoli passati. Tel. 0427-76007 E' una manifestazione che coinvolge una valle intera nelle sue più spontanee ed immediate espressioni artigianali e culinarie antiche e recenti, durante la quale è possibile osservare gli artisti al lavoro nonché apprezzare i prodotti tipici. Tel. 0427-878040 Si pone, all'esordio dell'estate, stagione delle escursioni, quale stimolo alla conoscenza delle erbe della montagna e delle loro virtù, in particolare dal punto di vista prettamente culinario. In questo periodo l'ospite ha la possibilità di apprezzare piatti a base di "erbe di primavera" presso tutti i ristoranti del comprensorio interessato. Tel. 0433-88553 Nella stagione delle passeggiate tra i funghi è possibile approfondirne le conoscenza visitando le mostre micologiche ed apprezzando, presso tutti i ristoranti del comprensorio interessato, alcuni piatti particolarmente apprezzati. Tel. 0433-88553 Alla scoperta della gastronomia locale vissuta all'interno di due centri storici del Parco, ristrutturati nel pieno rispetto dell'architettura tipica del Friuli occidentale. Tra piazze, cortili e focolari, vengono offerti assaggi di prodotti tipici all'insegna della scoperta di costumi e tradizioni locali. Tel. 0427-76007Tel 0427-78061
Attrezzature ed abbigliamento: zaino con pranzo al sacco, calzature da mezza montagna (scarponcini), giacca a vento impermeabile, biancheria di ricambio, borraccia, binocolo e macchina fotografica. La quota di partecipazione (L.10.000/ persona; 5.000/ bambini fino a 15 anni - nati dal 1984 - ) va versata al momento della partenza di ciascuna escursione. In caso di maltempo od altri problemi, l'organizzazione può modificare il programma delle giornate o sospendere quello in corso ripiegando anche per tracciati, destinazioni e strutture non previsti dal programma. Informazioni:
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