Le parole d’ordine della cucina regionale sono: cibi genuini e pazienza. Infatti, l’ingrediente che piu impreziosisce questi piatti è la cura, l’attenzione con cui, selezionandone gli ingredienti, i cibi vengono preparati. Si tratta quindi di una cucina sobria, per niente elaborata, che lascia il posto al sapori autentici e genuini e che rispecchia il carattere e il modo di vivere degli abitanti della regione. Una terra di confine, che quindi risente delle influenze venete, austriache e slave, anche nella gastronomia.

La regina indiscussa della cucina del Friuli Venezia Giulla è la polenta, fatta con farina di mais ed acqua. Lungamente rimestata nell’apposito paiolo di rame, posto su un fuoco a legna, ha costituito per secoli il pane e “il companatico”. E’ un cibo semplicissimo, ma sostanzioso, il cui sapore può variare a seconda delle zone e delle modalità di cottura. La polenta può essere servita come piatto unico, oppure come contorno a qualsiasi cibo, ma l’ideale è accompagnarla alla cacciagione, alle salsicce, al pesce o ai funghi.

Altro prodotto, vanto della regione e conosciuto in tutto il mondo è il prosciutto di S.Daniele, dal colore chiaro e dal gusto dolce. La sua preparazione e maturazione sono favorite dalle condizioni climatiche e dalla cura e dallo scrupolo dei produttori. Altro prosciutto gustoso è quello di Sauris, magro ed affumicato. Anche i prosciutti del Carso sono saporiti, in particolare quello di cinghiale, che si può trovare inoltre, nella zona del Collio, di Cividale e di Tarvisio.

Per quanto riguarda le minestre, speciali sono quelle con i fagioli della Carnia, a cui si può aggiungere pasta, orzo o patate. Famosa è anche la iota, una minestra a base di crauti, fagioli e patate, di origini slave, che si mangia soprattutto nella zona di Trieste. Particolari sono i cjalsons carnici (detti anche c’arzons), di cui esistono circa 43 ricette, che variano a seconda del paese. Si tratta in pratica di agnolotti, che possono avere un ripieno salato (ricotta, patate, basilico, finocchio ecc.) o dolce (mela, pera, uva sultanina, cannella, marmellata ecc.)
La cucina regionale propone anche una vasta scelta di secondi piatti. Si va dal musetto con brovada, una sorta di cotechino con rape inacidite nella vinaccia, alle salsicce tipiche di Trieste e del Carso, alla porcina, carne di maiale bollita. Molto diffusa anche la selvaggina e ogni sorta di pesce, soprattutto lungo la costa. Gustose sono anche le frittate, preparate con la carne, le erbe o le verdure e gli asparagi bianchi, coltivati a S. Andrea (Gorizia), Tavagnacco (Udine) e Fossalon (Grado).

Fra i formaggi da menzionare il Montasio, il “formai salat” tipico della Valcosa, Val d’Arzino e Valcellina, il Vivaro, il triestino ‘Liptauer” e le ricotte della Carnia, dette “squete”. Uno spazio particolare nella gastronomia occupano i dolci, molti derivati da ricette austriache, come ad esempio lo strudel. Il più celebre è la gubana di Cividale, pasta sfoglia ripiena di frutta secca e canditi. Nella Venezia Giulia, dolci tipici sono la “putizza’ (pasta morbida ripiena di frutta secca), il “presnitz” (simile al precedente ma fatto con pasta sfoglia).
Tutti questi piatti vanno gustati con i buoni, freschi e delicati vini prodotti nei lussureggianti vigneti delle colline prealpine.
A chiusura del pasto, immancabile, si sorseggia in compagnia un bicchierino di grappa, classica, trasparente come i ghiacciai delle Alpi, oppure liquorosa e gentile nelle versioni aromatizzate con frutta (splendida con i mirtilli) o erbe (digestiva alla ruta, fresca alla menta, inedita al "pino mugo").

 

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